In questo periodo di pandemia da Covid-19 il CNOP ha pensato bene di invitare gli psicologi e gli psicoterapeuti a scegliere di operare on line così da poter tutelare efficacemente dalla pandemia sia loro stessi che gli utenti. Non tutti, però, conoscono in modo approfondito le regole da seguire e da rispettare.

di Luigi Di Giuseppe

Linee Guida sulla psicologia on line Regole spesso ignoteLa crisi che ha travolto il mondo intero ci ha obbligato a fare di necessità virtù e davanti alla necessità impellente di distanziamento sociale la soluzione migliore, in particolare per tutte quelle attività che lo consentivano, è stato lo smart working o lavoro a distanza (da casa).

La Scuola, prima di tutti gli altri, e poi gli uffici, sia pubblici che privati, e infine anche gli psicologi e gli psicoterapeuti, variamente impegnati professionalmente sia in campo clinico che formativo, hanno trovato utile trasformare gli incontri "in presenza" in incontri "online".

Naturalmente è stato importante farlo, sia a tutela degli utenti che degli stessi lavoratori ma, in un paese come l'Italia, con un tasso di analfabetismo informatico elevatissimo, non è stato semplicissimo "andare on line".

Nel caso degli psicologi il problema è stato doppio poiché, di colpo, un mondo frequentato fino a pochi giorni prima spesso solo in senso ludico o "promozionale" è diventato, di colpo, fonte di sostentamento reddituale e quindi imprenscindibile per la vita dei singoli operatori. Tutti, ovviamente, hanno trasferito on line i loro studi e i loro pazienti convinti che fra "on site" e "on line" non vi fossero sostanziali differenze nè in senso pratico nè in senso operativo (professionale).

In fondo, quante volte ci siamo sentiti in videochat con amici e parenti attraverso Skype e WhatsApp? E quindi perché non avremmo dovuto essere in grado di trasferire la nostra esperienza "informatica" anche nei confronti dei pazienti o dei committenti? Oppure, nella peggiore delle ipotesi, perché non fare un colloquio telefonico? E così molti, spinti dagli eventi e ignari delle conseguenze, si sono attivati nella psicologia online.

Il problema, però, è che cambia molto e se non conosco le "regole" rischio di combinare pasticci che possono creare problemi, professionali e/o legali, sia a me che ai miei utenti.

Qui, fortunatamente, ci vengono in soccorso le "Linee guida per le prestazioni psicologiche via internet e a distanza", realizzate dalla Commissione Atti Tipici del CNOP nel 2017 e approvate nello stesso anno.

Ma pochi (davvero pochi) le conoscono approfonditamente e quindi la maggioranza degli psicologi che oggi è "andata online" rischia di violarle e di trovarsi in difficoltà da un punto di vista deontologico. E quindi, forse, vale la pena di parlarne diffusamente per farle conoscere meglio.

Il lavoro della Commissione è stato poderoso ed ha prodotto un libro di oltre 80 pagine dove la psicologia online viene scandagliata fin dalle sue origini, con uno sguardo attento al panorama internazionale dove lo sviluppo della stessa è molto più "antico" ed ampio. (cfr. le Linee Guida dell'American Psychological Association). Quello che però davvero ci interessa, perché è il reale regolamento che ci guida nell'effettuazione di interventi on line, è il Capitolo 6 che consta di 3 pagine e di 15 articoli divisi in 7 paragrafi.

L'articolo 1 (inserito nel paragrafo dell'ETICA) è chiaro ed immediato e subito ci pone in un contesto di realtà professionale: "I principi etici e le norme del Codice Deontologico si applicano anche nei casi in cui le prestazioni vengono effettuate con il suporto di tecnologie di comunicazione a distanza...". Poi prosegue: "Tali principi e norme debbono essere esplicitatii attraverso documenti presenti sul sito o sulla piattaforma del professionista che eroga la prestazione".

Basterebbe già questo per creare problemi reali alla maggioranza di coloro che oggi operano on line.

Gli altri paragrafi riguardano l'ADEGUATEZZA (1 articolo), la COMPETENZA (5 articoli), gli ASPETTI LEGALI (3 articoli), la RISERVATEZZA (2 articoli), il CONSENSO (2 articoli) ed infine la GESTIONE DELLE CRISI (1 articolo).

Il paragrafo sulla COMPETENZA è il più articolato ed anche quello che traccia il solco della concreta operatività online stabilendo che "gli psicologi dovranno fornire servizi on line entro i limti della loro competenza..." e "...comprendere i limiti e le applicazioni delle diverse tecnologie". (articolo 3). Inoltre, al professionista è richiesta la "... disponibilità di tecnologie adeguate e il possesso di particolari competenze nel loro uso." (articolo 4).

Ma ancora più importante è l'articolo 5 che stabilisce che "gli psicologi dovranno rendere identificabili le loro competenze ai clienti, dichiarando la loro identità (...) e fornendo prove dello loro identità, comprese le qualifiche, l'esperienza in materia (...) e guidare il cliente su come/dove possono verificare queste informazioni... ". Infine l'articolo 6 e il 7 impongono la continua valutazione delle proprie competenze e la comunicazione al proprio Ordine regionale dell'indirizzo web attraverso il quale si opera e "... la tipologia di strumentazione software e la tipologia di media utilizzati."

Il paragrafo sugli ASPETTI LEGALI è altrettanto importante poiché impone allo psicologo la conoscenza di leggi e regolamenti dei paesi dove opera, anche se on line, così da essere certo di poterlo fare secondo la giurisdizione locale (articolo 8). Oltre a questo è necessario dimostrare all'utente "... che la propria abilitazione consente la prestazione di servizi on line."

Altrettanto stingenti le regole sulla RISERVATEZZA e sul CONSENSO. Nel primo caso viene sottolineata la necessità di un costante aggiornamento per proteggere la sicurezza dei dati e la necessità di informazione nei confronti dei clienti che devono essere resi edotti delle criticità possibili in relazione alla riservatezza (articolo 11). Viene anche sottolineata la necessità di utilizzo di hardware e software sicuri (cosa che implica conoscenza dei sistemi informatici e non semplice utilizzo di quanto offre il mercato, tipo Skype e/o WhatsApp).

Particolarmente dettagliato, da un punto di vista della conoscenza tecnologica necessaria a chi utilizza colloqui on line, è l'articolo 14 che regola il consenso da parte dei clienti e richiede grande impegno da parte dei professionisti nella loro tutela. Una conoscenza che molti non possiedono e che potrebbe implicare forti conflittualità se non seguita con attenzione.

Infine la GESTIONE DELLE CRISI, con l'articolo 15 che obbliga alla conoscenza di riferimenti sanitari nei luoghi di residenza del cliente per poter eventualmente compensare e tamponare situazioni di emergenza.

Come si può vedere, un corpus significativo ed importante che detta regole precise non eludibili da chi vuole concretamente operare a distanza in modo professionale ed utile. E tutto ciò senza parlare di tecnica psicologica e di come la relazione psicologica on line possa essere diversa, simile o uguale alla relazione che si crea in uno studio professionale o in una aula di formazione.

Il nostro consiglio è quello di leggere con attenzione le Linee Guida e di comprendere in profondità le necessità che pongono ed i suggerimenti che ci forniscono.

 

Luigi Di Giuseppe, Psicologo e Psicoterapeuta, si occupa di psicologia on line da oltre 20 anni ed è Responsabile di Psiconline.it, primo sito in Italia ad occuparsi di divulgazione psicologica sul web.
E' Presidente della Società Italiana di Psicologia On Line e Componente della Commissione Atti Tipici del CNOP.
 

 

 

 

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