Nella situazione di emergenza che ha investito il nostro paese è stato fondamentale riflettere sulle terapie on line per una continuazione del lavoro con i bambini, anche attraverso una riorganizzazione strutturale del setting

di Federica Fulvi

La terapia on line con i bambiniNella situazione di emergenza che ha investito il nostro paese, “distanza” è sicuramente la parola che più mi ha permesso di riflettere sulle alternative per una continuazione delle terapie con i bambini.

L'opportunità di una riorganizzazione strutturale del setting è stata per me un’ulteriore dimostrazione di flessibilità nell'adattamento: caratteristica indispensabile per un terapeuta.

Trattandosi di minori di età compresa tra i 7 e 10 anni è risultato ancora più importante l’aiuto e il supporto dei genitori e la loro collaborazione è stata fondamentale per poter avviare le terapie on-line con l’utilizzo del software Skype.         

Ho chiesto loro di scegliere insieme al loro bambino una stanza degli incontri e di collocare il supporto tecnologico su un piano di lavoro e per poter vedere sia il bambino sia il piano di lavoro la telecamera è stata posizionata con accuratezza. Il materiale di lavoro in ogni seduta è raggruppato accanto al bambino in modo tale che sia preso facilmente durante l’incontro.      

L’appuntamento avviene sempre allo stesso modo: il bambino viene accompagnato nella stanza dal genitore, ci salutiamo, “riscaldo” l'ambiente con un saluto e qualche parola e poi chiedo al genitore di lasciare la stanza in modo da restare sola con il bimbo per la terapia. Una volta concluso l'incontro il bambino chiama il genitore, prendiamo un nuovo appuntamento e ci salutiamo tutti insieme.    

Alcune volte, se concordato prima con il bambino, egli stesso potrà riferire al genitore cosa è stato fatto durante l'incontro.       

Una parte del primo appuntamento online è stato basato sulla familiarizzazione con lo strumento e su come il bambino mi vedesse. Come percepisse il mio sguardo e come si sentiva nell’avere anche la sua immagine riflessa.

La Privacy è un aspetto molto importante e ho spiegato ai genitori che il sentire urla o rumori differenti da ciò che sono abituati ad ascoltare dal loro figlio fa parte di un lavoro di espressione emozionale. Ho detto loro che in caso di perplessità o dubbi avrebbero potuto contattarmi telefonicamente una volta concluso l’incontro.      

Nelle terapie on-line con i bambini è stato comunque possibile l’utilizzo del disegno, di paste modellabili,  di bambole e poiché molto spesso la stanza della terapia diventa la propria cameretta viene fatto un lavoro anche con gli oggetti presenti all'interno di essa.

La possibilità della condivisione dello schermo è stato un altro elemento di facilitazione che mi ha permesso di lavorare anche con cortometraggi animati, video e immagini. L’ora è stata da me divisa in due parti, non in modo rigido ma al contrario rimanendo flessibili all'andamento della seduta.

Uno spazio immaginativo, spontaneo e di ascolto emozionale e uno spazio più manuale.

Al fine di ogni incontro regalo qualcosa al bambino come una frase, una parola, o un’immagine.

La dimensione dell'empatia è uno degli elementi di valore e di efficacia utile nell'incontro tra terapeuta e bambino. A prescindere dalla modalità ciò che veramente conta è la bontà dell'intenzionalità, la genuinità dell'atteggiamento e  l'essere interessati all'altro in modo sentito.

 

Federica Fulvi, Psicologo e Psicoterapeuta ad orientamento Umanistico e Bioenergetico, lavora a L'Aquila, Avezzano e Sonnino nei settori dell'infanzia, dell'adolescenza e dell'età adulta. Gestisce insieme a colleghi di diverse Regioni il sito web "Contatto Psicologo", spazio di informazione e di approfondimento su tematiche emotive e psicologiche.
E' Socio della Società Italiana di Psicologia On Line.

 

 

 

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